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La comunità imperfetta

Sottotitolo
In difesa dell'idea di nazione
Autori
Claudio Bazzocchi
ISBN
978-88-9391-081-1
N. Pagine
112
Anno Pubbl.
2017
Collana
Questioni contemporanee (nuova serie)
Numero
32
Materia
Filosofia del diritto
Product ISBN:  978-88-9391-081-1
10,00 €
Base price 10,00 €
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Qualsiasi valore universale – primo fra tutti quello della libertà europea – ha bisogno di incarnarsi in un campo politico delimitato, quale è lo Stato-nazione, affinché diventi veramente condiviso da un popolo, cioè parte della sua vita, e possa così concorrere in seguito alla formazione di una civiltà universale. È dal particolare che nasce il pensiero e, con esso, i valori, perché è nel particolare che la vita degli individui e dei popoli prende forma e prova a rispondere al mistero dell’umano e al problema della precaria condizione esistenziale di uomini e donne proprio a causa di quel mistero.

L’identità fondamentale e caratteristica di Europa si forgia nel momento in cui il pensiero della Grecia antica elabora l’idea della realtà come Uno-molteplice. Quel pensiero è consonante anche con l’ontologia umana, con l’andare e venire dell’essere umano tra finito e infinito, tra tensione alla verità e bisogno di costruire allo stesso tempo un compromesso con il finito, tra libertà e potere, tra purezza del pensiero e autorità, tra desiderio inteso come apertura alla vita e godimento compreso invece come pulsione di morte.

Nella polis ateniese nascono, quasi in contemporanea, filosofia, democrazia e tragedia nello spazio limitato di una città-Stato che si autoeduca alla misura necessaria a costruire l’Uno-molteplice. La misura che ci vuole per giungere al difficile equilibrio dell’Uno-molteplice non può che esercitarsi in uno spazio particolare, limitato, ristretto, poiché essa è il frutto di una lingua, di un paesaggio, di un insieme di vite esemplari diventate monumento della città e di arti (come riproduzione della misura della natura). Tutti quegli elementi diventano oggetti poetici per la mediazione simbolica necessaria ad approssimare il mondo, quel mondo che alla finitezza umana non è dato apprendere nella sua pienezza.

La hybris odierna sta nel pensare che l’umano possa affrancarsi dal politico, dal potere, dalla sovranità e dal senso che dà alla lacerata esistenza umana il riconoscere lo Stato e l’essere riconosciuti dallo Stato e dagli altri all’interno di esso, inteso come campo dell’elaborazione collettiva del problema dell’essere al mondo.

 

Claudio Bazzocchi è studioso di filosofia politica. Con Editoriale Scientifica ha pubblicato nel 2015 Giuseppe Capograssi. La bellezza del finito, il lavoro dell’infinito.

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