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Responsabilità verso le generazioni future

Sottotitolo
Una sfida al diritto, all'etica e alla politica
Autori
F. Ciaramelli, F.G. Menga (a cura di)
ISBN
978-88-9391-199-3
N. Pagine
450
Anno Pubbl.
2017
Collana
Logon Didonai - Saggi
Numero
19
Materia
Filosofia del diritto
Lingua
Italiano, inglese
Product ISBN:  978-88-9391-199-3
38,00 €
Base price with tax
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La responsabilità per le generazioni future costituisce ormai un tema ineludibile in ogni ambito della vita pubblica. La crescente preoccupazione per temi quali il riscaldamento globale e il cambiamento climatico, l’esigenza di uno sviluppo sostenibile, ma anche la protezione del patrimonio genetico e culturale, ruota costantemente attorno alla medesima domanda: come lasciare in eredità una vita degna d’essere vissuta tanto ai nostri successori, quando agli abitanti del pianeta di un futuro lontano? Prendere sul serio una domanda del genere significa mettere radicalmente in discussione il discorso tradizionale sulla responsabilità, finora sempre esclusivamente pensata nei confronti di soggetti presenti, mentre qui si tratta di tematizzare impegni e obblighi rispetto a persone e situazioni che ancora non esistono ma esisteranno solo nel futuro.

Perciò la domanda di fondo diventa la seguente: una responsabilità consapevolmente rivolta alle generazioni future implica soltanto un’estensione di campo all’interno dei nostri consueti paradigmi giuridici, etici e politici, o spinge piuttosto ad un loro ripensamento radicale? E se così stanno le cose, a quale slittamento semantico e concettuale devono far fronte le nostre teorie sull’obbligazione morale, le nostre istituzioni democratiche e i nostri disegni costituzionali? Ma soprattutto: quale futuro consegniamo alle nuove generazioni, dal momento che le trasformazioni già da oggi in atto hanno dissolto i punti di riferimento fondamentali trasmessici dalla modernità giuridico-politica? I limiti e le frontiere su cui bene o male si erano costruiti gli equilibri dell’occidentalizzazione del mondo sono saltati. L’insicurezza della vita quotidiana, l’assenza di prospettive di lavoro adeguato, l’emarginazione del Mezzogiorno d’Europa sono elementi che rendono assai precario il futuro non solo dei nostri giovani ma anche e soprattutto dei “nuovi venuti”. Ed è soprattutto pensando a loro che occorre provare a leggere lo stato del mondo alla luce degli scenari inquietanti ma non necessariamente apocalittici aperti dalla crisi che stiamo attraversando.

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